Newsletter n. 6/2008
Il potere del credere
"Ho smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni. Mia madre mi portò a vederlo in un centro commerciale e lui mi domandò un autografo." - Shirley Temple

Sono ormai circa 12 anni che teniamo corsi e abbiamo visto migliaia di persone restare strabiliate di quello di cui sono capaci quando cambiano le loro credenze. Questa sorpresa viene dalla realizzazione che le nostre credenze si percepiscono come reali ma non sono reali. Una volta che crediamo qualcosa, questa diventa parte della nostra neurologia e influisce sul funzionamento dei nostri occhi, delle nostre orecchie e dei nostri muscoli, influenza le nostre percezioni e quindi il modo in cui rispondiamo al mondo.

Le credenze determinano i limiti delle nostre azioni, un fenomeno conosciuto come profezia auto-avverante.
Il 6 maggio 1954 l’Inglese Roger Bannister fu il primo uomo a correre il miglio in meno di 4 minuti. Il cronometraggio per la gara del miglio era iniziato nel 1850 e da quel momento la “convinzione” che un miglio in meno di 4 minuti fosse impossibile era diventata dominante. Gli atleti svedesi avevano detenuto il record per più di dieci anni arrivando a 4:01.3 nel 1945.

Con meno allenamento di quanto si credesse necessario, Bannister entrò nelle pagine della storia. Ma con la “barriera della credenza” superata ci vollero solo 45 giorni per l’Australiano John Landy, per frantumare il record con 3:57.9 il 21 giugno 1954!

Come si formano le credenze?

Dapprima riceviamo informazioni/dati dal mondo attraverso i nostri cinque sensi, successivamente rappresentiamo una parte selezionata di questi dati come “mappe” mentali o “film”. Quello che è interessante qui è che questi dati vengono selezionati in accordo alle nostre credenze esistenti.

La nostra mente poi converte il film mentale in parole. Le parole sono simboli che corrispondono a una cosa ma non sono la cosa. Secondo Korzybski, gli esseri umani sono una classe semantica di vita e diamo significato a tutto quanto ci accade.
Non soddisfatti di dare significato, facciamo considerazioni basate sui significati che abbiamo costruito e le nostre credenze vengono formate sulla base di tutto ciò.

Siccome, secondo Piaget, noi siamo infinitamente riflessivi, ovvero continuiamo a pensare sui nostri pensieri, usiamo questi significati per filtrare i dati in entrata creando delle profezie auto-avveranti.

Per esempio, cosa succede se una persona “crede” che non sia OK dire la propria opinione o “crede” che il feedback sia una critica?
Oppure crede che tutti ce l’abbiano con lei? O ancora di non essere all’altezza?

Che comportamenti indurranno, che risultati porteranno questi sistemi di credenze?
Come aiutare qualcuno ha costruito una credenza senza risorse?


Dapprima creare empatia, dicendo qualcosa come “Oh, ora capisco quello che hai fatto, perché credevi X.”
Poi offrire un significato o una credenza alternativa per es. “feedback non significa critica, significa opportunità per migliorarti. Cosa cambierebbe se credessi questo?”
Questo processo è conosciuto come “reframing” ovvero “rincorniciamento” perché significati e credenze “incorniciano” la nostra esperienza.


Creare una nuova cornice crea un nuovo punto di vista e quindi una nuova esperienza.
Ecco alcuni “reframes” utili per il vostro benessere e sviluppo psicologico.

"Il fallimento non è male, ci insegna un modo migliore per fare le cose."

"Conoscere sè stessi e apprendere cose nuove non faticoso. E’ facile e piacevole, se confrontato con il non apprendere, il non conoscersi. Quello sì che è doloroso.”

"Investire in corsi su sè stessi non è inutile. Serve ad apprendere. L’ignoranza è costosa."

"Non esprimersi non è astuto se poi gli altri ritengono che non si sappia niente."

"Fare domande non è da ficcanasi, indica che si sta realmente ascoltando e che si desidera comprendere."

Articolo liberamente tratto da A. Bryant, tradotto da N. Brugnoni, adattato da L. Giovannini e N. Riva.



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Lugano. All'interno del Ti-sana dalle 17 alle 18 nella sala Gialla...


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04/05/2008
Biella. La camminata sul Fuoco è un potente rituale di guarigione utilizzato in tutto il mondo da diversi secoli.


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