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Empatia: sappiamo
ascoltare con il cuore?
“Veniamo giudicati secondo un
nuovo criterio: non solo per quanto astuti e intelligenti
siamo, o per la nostra formazione e competenza, ma anche per
come trattiamo noi stessi e gli altri“ Daniel
Goleman
L'empatia e’ una competenza
essenziale che migliora la vostra comunicazione e le vostre
relazioni sia che abbiate a che fare con un amico, un collega,
un cliente, o il vostro partner, sia che siate un leader, un
manager o un coach, un padre o una madre. Alcuni sono
naturalmente empatici (orientati alle persone) mentre altri
(più orientati ai risultati) devono lavorare sulle loro
abilita’ empatiche.
L'empatia implica la capacita’ di
fare esperienza delle sensazioni di un'altra persona senza per
questo perdere la propria identita’ e l’abilita’ di dare una
risposta accurata ai bisogni altrui senza esserne
condizionati. L’empatia e’ il cuore della vostra intelligenza
emozionale.
Attraverso l'empatia potete ridurre
efficacemente i conflitti, migliorare il lavoro di squadra ed
aumentare il rendimento.
Ecco alcuni punti chiave per
sviluppare l'empatia.
1)
Ascoltare attivamente i bisogni e le preoccupazioni
degli altri Ascolto attivo non significa
unicamente stare in silenzio e annuire, ma l'essere in ascolto
dei bisogni dell'altra persona. Quando ascoltiamo veramente
possiamo identificare quello che non viene detto, come le
paure o le preoccupazioni dell'altro. Un ascoltatore
empatico incoraggera’ ulteriori elaborazioni e
chiarificazioni.
Carlo: "Non sono certo di essere
adatto a questa organizzazione." Marina (Ascoltatore
empatico= AE):"Veramente? Che cosa sta accadendo per farti
sentire in questo modo?" Carlo: "Nonostante faccia gli
straordinari e raggiunga gli obiettivi, non ricevo alcun
ringraziamento. Mi sembra che i miei sforza non vengano
riconosciuti" Marina (AE): " Cosi, hai bisogno di venire
riconosciuto?"
2) Riconoscere le
emozioni Le nostre emozioni ci fanno muovere verso
o ci allontanano da quello che e’ importante per noi.
Tutti hanno emozioni e negarle implica perdere una parte
vitale del puzzle della comunicazione. Quando qualcuno sta
condividendo le proprie emozioni, positive o negative che
siano, e’ essenziale riconoscergliele. Quando
identifichiamo esattamente e riconosciamo un'emozione, chi
parla si sente ascoltato e capito; le emozioni positive
aumentano e quelle negative si dissipano.
Sara: "Sono molto arrabbiata!
Lui ha mostrato una grande mancanza di rispetto prendendosela
con me." AE: "Cosi, sei arrabbiata perche’ lui se l'è presa
con te?" Sara: "Si, sono arrabbiata per questo." AE: "Va
bene. Sei arrabbiata per quello che e’ accaduto, ma mi domando
cosa vorresti che accadesse in futuro?" Sara: "Vorrei che
lui mi comunicasse se ha un problema, piuttosto che
prendersela con me." AE: " Pensi che il tuo livello attuale
di rabbia permetterebbe che questo possa accadere?" Sara:
"No. Immagino di no." AE: " Cosi’, cosa vuoi pensare e
provare?"
3) Evitare giudizi e
consigli Giudicare e dare consigli impedisce
l'empatia. Il giudizio in particolare e’ difficile da
evitare in quanto, quando sentiamo qualcuno parlare, facciamo
immediatamente il confronto con la nostra mappa mentale ( il
nostro modo di pensare) ed etichettiamo la situazione di chi
parla come buona o cattiva, giusta o sbagliata. Per evitare il
giudizio dobbiamo accettare la persona che parla e la sua
situazione per quello che e’. Ascoltando con una cornice
mentale di accettazione creiamo empatia con chi parla e ci
poniamo in condizione di poterlo incoraggiare nel trovare una
soluzione. Cio’ differisce dall'offrire consigli, i quali
escono dalla nostra mappa mentale e possono essere di ostacolo
all'altro nel trovare la propria soluzione. Evitate a tutti
i costi di dire qualcosa come: "Va bene, hai sbagliato, lascia
che ti dica cosa dovresti fare."
4) Sostenere l'altro nel
trovare una soluzione Con l'ascolto attivo,
capendo i bisogni di chi parla e riconoscendo le sue emozioni
senza giudicare o esprimere un parere, avrete guadagnato
sufficiente fiducia per facilitare l'altro nel trovare una
soluzione. Inizialmente questo puo’ sembrare molto meno
soddisfacente del poter dimostrare la propria competenza e
comunicare la propria saggezza, ma e’ sorprendente come creare
un rapporto che permetta all'altro di trovare la soluzione
personale sia alla lunga molto piu’ gratificante. In primo
luogo la soluzione che l'altra persona fornira’ sara’
certamente piu’ adatta a lei; secondariamente, la avrete
rafforzata nella sua capacita’ di trovare altre soluzioni in
futuro ed in terzo luogo, l'altro sara’ piu’ propenso a
ringraziarvi e rispettarvi.
In
sintesi Inizialmente stabilire empatia puo’
sembrare richiedere tempo e sforzo, ma in realta’ puo’
trasformarsi rapidamente in un'abitudine e richiedere molta
meno energia dell'avere a che fare con conflitti o del tentare
di risolvere i problemi di tutti. E' dimostrato che manager
e coach che esercitano l'empatia ottengono una maggior
prestazione in minor tempo. E tutto cio’ non solo genera
rapporti migliori fra le persone in generale, ma le aiuta
anche ad essere migliori.
Articolo adattato da L.
Giovannini e liberamente tratto da A. Bryant, tradotto da
Nicoletta Brugnoni.
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