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BlessYou! - Newsletter 2007 / nr. 6
 

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Empatia: sappiamo ascoltare con il cuore?
 
 
“Veniamo giudicati secondo un nuovo criterio: non solo per quanto astuti e intelligenti siamo, o per la nostra formazione e competenza, ma anche per come trattiamo noi stessi e gli altri“ Daniel Goleman

 
L'empatia e’ una competenza essenziale che migliora la vostra comunicazione e le vostre relazioni sia che abbiate a che fare con un amico, un collega, un cliente, o il vostro partner, sia che siate un leader, un manager o un coach, un padre o una madre.
Alcuni sono naturalmente empatici (orientati alle persone) mentre altri (più orientati ai risultati) devono lavorare sulle loro abilita’ empatiche.

L'empatia implica la capacita’ di fare esperienza delle sensazioni di un'altra persona senza per questo perdere la propria identita’ e l’abilita’ di dare una risposta accurata ai bisogni altrui senza esserne condizionati. L’empatia e’ il cuore della vostra intelligenza emozionale.

Attraverso l'empatia potete ridurre efficacemente i conflitti, migliorare il lavoro di squadra ed aumentare il rendimento.



Ecco alcuni punti chiave per sviluppare l'empatia.

1) Ascoltare attivamente i bisogni e le preoccupazioni degli altri
Ascolto attivo non significa unicamente stare in silenzio e annuire, ma l'essere in ascolto dei bisogni dell'altra persona.
Quando ascoltiamo veramente possiamo identificare quello che non viene detto, come le paure o le preoccupazioni dell'altro.
Un ascoltatore empatico incoraggera’ ulteriori elaborazioni e chiarificazioni.

Carlo: "Non sono certo di essere adatto a questa organizzazione."
Marina (Ascoltatore empatico= AE):"Veramente? Che cosa sta accadendo per farti sentire in questo modo?"
Carlo: "Nonostante faccia gli straordinari e raggiunga gli obiettivi, non ricevo alcun ringraziamento. Mi sembra che i miei sforza non vengano riconosciuti"
Marina (AE): " Cosi, hai bisogno di venire riconosciuto?"

2) Riconoscere le emozioni
Le nostre emozioni ci fanno muovere verso o ci allontanano da quello che e’ importante per noi.
Tutti hanno emozioni e negarle implica perdere una parte vitale del puzzle della comunicazione.
Quando qualcuno sta condividendo le proprie emozioni, positive o negative che siano, e’ essenziale riconoscergliele.
Quando identifichiamo esattamente e riconosciamo un'emozione, chi parla si sente ascoltato e capito; le emozioni positive aumentano e quelle negative si dissipano.


Sara: "Sono molto arrabbiata! Lui ha mostrato una grande mancanza di rispetto prendendosela con me."
AE: "Cosi, sei arrabbiata perche’ lui se l'è presa con te?"
Sara: "Si, sono arrabbiata per questo."
AE: "Va bene. Sei arrabbiata per quello che e’ accaduto, ma mi domando cosa vorresti che accadesse in futuro?"
Sara: "Vorrei che lui mi comunicasse se ha un problema, piuttosto che prendersela con me."
AE: " Pensi che il tuo livello attuale di rabbia permetterebbe che questo possa accadere?"
Sara: "No. Immagino di no."
AE: " Cosi’, cosa vuoi pensare e provare?"

3) Evitare giudizi e consigli
Giudicare e dare consigli impedisce l'empatia.
Il giudizio in particolare e’ difficile da evitare in quanto, quando sentiamo qualcuno parlare, facciamo immediatamente il confronto con la nostra mappa mentale ( il nostro modo di pensare) ed etichettiamo la situazione di chi parla come buona o cattiva, giusta o sbagliata. Per evitare il giudizio dobbiamo accettare la persona che parla e la sua situazione per quello che e’.
Ascoltando con una cornice mentale di accettazione creiamo empatia con chi parla e ci poniamo in condizione di poterlo incoraggiare nel trovare una soluzione. Cio’ differisce dall'offrire consigli, i quali escono dalla nostra mappa mentale e possono essere di ostacolo all'altro nel trovare la propria soluzione.
Evitate a tutti i costi di dire qualcosa come: "Va bene, hai sbagliato, lascia che ti dica cosa dovresti fare."

4) Sostenere l'altro nel trovare una soluzione
Con l'ascolto attivo, capendo i bisogni di chi parla e riconoscendo le sue emozioni senza giudicare o esprimere un parere, avrete guadagnato sufficiente fiducia per facilitare l'altro nel trovare una soluzione.
Inizialmente questo puo’ sembrare molto meno soddisfacente del poter dimostrare la propria competenza e comunicare la propria saggezza, ma e’ sorprendente come creare un rapporto che permetta all'altro di trovare la soluzione personale sia alla lunga molto piu’ gratificante.
In primo luogo la soluzione che l'altra persona fornira’ sara’ certamente piu’ adatta a lei; secondariamente, la avrete rafforzata nella sua capacita’ di trovare altre soluzioni in futuro ed in terzo luogo, l'altro sara’ piu’ propenso a ringraziarvi e rispettarvi.

In sintesi
Inizialmente stabilire empatia puo’ sembrare richiedere tempo e sforzo, ma in realta’ puo’ trasformarsi rapidamente in un'abitudine e richiedere molta meno energia dell'avere a che fare con conflitti o del tentare di risolvere i problemi di tutti.
E' dimostrato che manager e coach che esercitano l'empatia ottengono una maggior prestazione in minor tempo.
E tutto cio’ non solo genera rapporti migliori fra le persone in generale, ma le aiuta anche ad essere migliori.

Articolo adattato da L. Giovannini e liberamente tratto da A. Bryant, tradotto da Nicoletta Brugnoni.


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